Fiorella e Adonella

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Il nostro viaggio tra i personaggi significativi nella storia del quartiere e della parrocchia ci porta questa volta da Adonella e Fiorella, le prime catechiste della Madonna del Latte.
Era il 1982 e la parrocchia era stata costituita da appena un anno. Don Domenico aveva bisogno di catechiste che portassero avanti la formazione di un nutrito gruppo di ragazzi. Fiorella e Adonella, sempre attente ai bisogni della parrocchia, si sono subito fatte avanti. La comunità si riuniva nella sala di via Longo, visto che la chiesa non era ancora stata costruita. Davanti ad un caffè ci ritroviamo a parlare con loro.
A: «Sicuramente è stato più quello che ho ricevuto di quello che ho dato. Era la mia prima esperienza come catechista e non vi nascondo che ero un po’ preoccupata, ma mi sono subito trovata bene. I ragazzi ti ascoltavano con un’attenzione particolare, erano di sicuro altri tempi. Era bello quando arrivavo e li trovavo tutti sotto i portici a giocare, sembrava una grande famiglia».
Adonella ci mostra il primo quaderno che aveva usato come registro e che tiene ancora come un caro ricordo: «Anno ’83/’84: ce li ho ancora tutti presenti! Rileggendo i nomi mi sono accorta che adesso ho a catechismo i loro figli!».
F: «Abbiamo cominciato nel 1982, io ero insieme a don Domenico e preparavamo i ragazzi alla Cresima, che poi si fece a Belvedere. Allora avevamo solo due gruppi, prima Comunione e Cresima, perché il posto non c’era».
A: «Quando arrivava don Domenico i ragazzi avevano sempre un po’ paura, e devo ammettere che anche a me all’inizio un po’ di timore lo incuteva. Era uno dalla “sbagagliata” facile, ma col tempo ho imparato a non prendermela e anche a rispondergli per le rime!».
F: «Ah, don Domenico con i ragazzi era speciale. Li sapeva coinvolgere perché faceva degli esempi concreti. A me diceva sempre: “Ecco la scapecciata!”».
A: «Non finirò mai di ringraziarlo per avermi chiesto di fare la catechista. E ovviamente ringrazio l’infaticabile don Franco per la sua pazienza e perseveranza. Ne ha sempre in mente una nuova, e tante volte uno non ce la fa a stargli dietro. Ogni anno gli dico: “Don Franco, quest’anno vado
in pensione”, ma lui prontamente respinge. E vorrei ringraziare anche Giuliana che è stata veramente un esempio».
F: «Purtroppo ho dovuto interrompere questo servizio, i ragazzi richiedono preparazione ed attenzione e non mi sentivo più di poterlo fare bene. Su don Franco voglio dire che ha veramente a cuore la parrocchia, è attento e disponibile».
A: «Fare catechismo è una bella responsabilità. Ogni anno ci penso bene prima di ricominciare, però poi mi accorgo di quanto mi arricchisce a livello umano e religioso».
F: «A me fare la catechista ha dato veramente tanto, anche perché ho potuto dare una mano nella crescita della parrocchia».
A: «È fondamentale che si crei il gruppo, perché alla fine è quello il vero senso».
E noi ringraziamo Fiorella e Adonella per il loro infaticabile impegno!

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