Don Paolo Bruschi

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Don Paolo Bruschi, nato a Lerchi nel lontano 1969 e un passato come viceparroco alla Madonna del Latte. Da settembre dell’anno scorso è parroco di San Giuseppe alle Graticole. Don Paolo, quali sono i tuoi ricordi più belli alla Madonna del Latte? Innanzitutto, devo dire che i momenti belli sono stati davvero tanti nei miei cinque anni trascorsi alla Madonna del Latte.

A cominciare da quelli passati con i ragazzi: catechismo, dopocresima, gruppi di giovani, con i quali è stato più facile inserirsi e dai quali sono stato accolto a braccia aperte. È proprio grazie a loro che ho “ingranato” come sacerdote. Ma in generale è stata tutta la comunità ad accogliermi con grande calore.

È stato molto bello vivere in una parrocchia così attiva: ricordo con piacere tutte le iniziative. Una in particolare, il pellegrinaggio a piedi a Canoscio del 25 aprile, organizzato sempre in modo impeccabile da don Franco. Ricordi legati alla parrocchia ma non solo, giusto?

Ho vissuto momenti importanti anche grazie alle realtà “collaterali”, la società rionale e la società sportiva, che insieme alla parrocchia fanno scoprire alla comunità la bellezza e la ricchezza dello stare insieme. Specialmente la società di calcio Madonna del Latte, della quale ho avuto l’onore di essere la guida spirituale, mi ha aiutato a entrare molto in contatto con i giovani.

E alle Graticole, come sta andando? Tutto è andato bene fin dall’inizio, ho trovato una parrocchia attiva sotto tutti gli aspetti e un clima molto familiare: è una chiesa piccola nelle dimensioni, ma forte nella fratellanza. Per ora ho cercato di inserirmi, di conoscere questa realtà e di mantenere le tante attività che ci sono, e devo dire che in questo mi ha aiutato molto l’esperienza che ho vissuto alla Madonna del Latte. Ora le nostre strade tornano a incrociarsi, visto che Graticole e Madonna del Latte fanno parte della stessa Unità pastorale È vero, e mi fa molto piacere perché è un modo per essere presente e per tenere vivi i contatti anche con la Mdl, anche se per ora Intervista al personaggio: Don Paolo Bruschi il lavoro dell’Unità pastorale è solo ai nastri di partenza.

Per finire, un libro che ci consiglieresti di leggere? Senza dubbio “Contro il logorio del laicismo moderno.

Manuale di sopravvivenza per i cattolici”, di Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro, un libro che esalta l’impegno dei cristiani che non vogliono perdere di vista la tradizione della Chiesa. I tempi si evolvono, ma l’impegno del cristiano nella società deve essere costante.

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